Dei mari e dei deserti

Nei gozzi verniciati di mordente
sopra un mare stanco e ancora umido
mani invecchiate di sole e di sale
all’alba snodano reti imbrigliate

sotto gli occhi di smaniosi astanti
avidi compratori di argentate primizie
si consuma il rito della transumanza
la natura feconda che si fa merce

il vecchio pescatore fugge gli sguardi del figlio
finge un equilibrio che non ha più
il braccio del ragazzo disegna nell’aria
il gesto di accompagnarlo, nel salto sulla terraferma

con occhiate stanche si passano muti
il peso agognato di una notte avara
ore infinite di muscoli e lontananza
di silenzi che sopprimono ogni parola

quando infine, ogni cosa è ricacciata dov’era
tornano verso casa i passi incerti
non conoscono altra strada che le proprie orme
oggi che è già domani, che è ancora ieri

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