Settantasette

In una vecchia casa cantoniera
abbandonata flagellata
da carcasse ferrose
ho pianto gelide lacrime
spezzate dal freddo
inverno di ombre
nella notte dei roghi
ho raccolto cenere
in un deserto di spine
dove sono?
cosa sono adesso?
giovani braccia mutilate
nelle catene di montaggio
occhi puntati sulle nubi di fumo
fuori dai cancelli
sotto un cielo offeso
da voli irriverenti
cosa è rimasto dell’impero?
parti inseminati
di dolore smorzato
il sacro dissacrato
il profano profanato
a migliaia su carri in salita
in pellegrinaggio alla madonna
non c’è pace nelle piazze pagane
nelle antiche omelie dagli altari
non farò io il primo passo
non sarò io personaggio
malinconia perenne
altrove sempre
indifferenza ed enfasi
di sintomatici decenni
cemento miseria e sogni
un altro mondo è impossibile
sepolto sedimentato
la linea è la stessa
e non c’è antagonismo
anni di gioventù
trapassati in un istante
e non riconosco il padre mio
non ne ricordo il nome
fari senza luce
sbarrati nel buio
verranno anni nuovi
senza corpi sull’asfalto
nero incrostato lucido
s’insinua trattiene impreca maledice
nei sogni che faccio più spesso
un ritorno dal nulla
di cui non comprendo il perché
ma lo scoprirò col tempo
nessuna emozione
o almeno non in mostra
più ombre che luci
nel riannodare il destino
cielo sordo muto andante
pieno di sopravvissuti
che ripensano ai bei tempi
e ghiacciano in fuga
verso la fine del secolo
ombre popolate di memoria
il cui massimo sforzo
è prepararsi il caffè la mattina
opulenza e abuso
d’erba
forma e benessere
che non sono più
oscura vendetta del potere
dolce e accattivante abbraccio
presi dal panico
perduti in acida follia
nude celle di ascesi e rinuncia
le prugne vergini in scena
nel teatro dell’odio
dieci finestre divelte
aperte su strade deserte
e un allarme
che suona funereo
prima che sia troppo tardi
torno a casa adesso
non c’è più tempo
e non ho scelta
sotto il tuono sotto il fumo
delle fortezze volanti
la vita stessa è in declino
spezzata corrotta in caduta
né dio né santi
a consolare idolatrati le notti buie
nessun uccello in volo
nei cieli offuscati polverosi
accorrono uomini schierati
abili gendarmi
truci propositi
occhi sbarrati nell’idiozia
arruolati per carestia
si piegano agli ordini
senza sapere perchè
verranno a cercarmi
ovunque io sia
non è tempo per piangere
devo (solo) mettermi in salvo

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