Le relazioni meticolose

Il giovane autista aveva guidato lentamente per tutto il tragitto, fino alla chiesa. Arrivato nello spiazzo antistante l’ingresso, infilò il muso dell’auto nel folto schieramento di invitati. Spento il motore, temporeggiò un istante. Lanciò uno sguardo fugace nel retrovisore. Poi scese per primo e andò ad aprire lo sportello posteriore, quello dello sposo. Lui si rivolse agli astanti con un sorriso emozionato, alzò il braccio in un saluto solo accennato, poi girò intorno alla macchina, aprì l’altro sportello e aiutò goffamente la sposa a scendere, attardandosi poi nel gesto di sbrogliare lo strascico.
Lontano dagli sguardi avvinti di cento invitati, che guardavano tutti lei, l’autista fece un impercettibile e furtivo cenno d’intesa alla sposa. Lei rilanciò un’occhiata maliziosa solo per lui, lasciando per gli altri il sorriso di convenienza.
Ma nessuno, in quella esplosione di bianco e candore, si accorse di niente.

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